Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band โ inizio 1ยบ febbraio 1967, Studio Due, versione nell’album, la take 10.
Paul presenta la banda e invita a godersi lo spettacolo tra le acclamazioni e gli applausi del pubblico. Chiaramente una presa in giro nei confronti di tutti quei cantanti che negli anni cinquanta, quando un cantante si presentava sul palco nel suo completo luccicante e col suo falso accento americano, partiva immancabilmente cercando di ingraziarsi la platea dicendosi entusiasta di trovarsi a vattelappesca e definendo adorabili presenti dal primo all’ultimo.
With a little help from my friend –
La storia della canzone ร tipica di una composizione del Duo Lennon McCartney la particolaritร รจ che questa canzone รจ scritta per Ringo Starr viene composta in una mattinata in cui Paul e John, ritrovandosi con le rispettive fidanzate nell’attico di proprietร di Lennon, composero la canzone in quattro e quattr’otto prima di doversi presentare alla presentazione dell’album.
Diversi sono i significati e le interpretazioni che vengono dati ad alcuni passaggi del brano per esempio “are you afraid when you turn on the light?” (“hai paura quando spegni la luce”) era un passaggio in realtร per indicare l’uscita dall’uso di LSD da parte dei Beatles.
In questa canzone emerge perfettamente come l’affinitร del Duo Lennon McCartney fosse veramente forte. All’epoca non ci si era ancora resi conto di come la loro abilitร nell’uso del dialogo personale fosse veramente superiore alla norma infatti uno diceva un verso, lo recitava, e l’altro gli rispondeva tenendogli dietro. Quindi incorporavano nel testo questo scambio continuo e reciproco di battute. La seconda strofa della canzone presenta una struttura a botta e risposta: alle domande formulate da Ringo risponde il commento del coro. Ciรฒ conferisce al testo una sua dinamica narrativa impedendogli eccessi di tristezza e di patetismo.
Lucy in the Sky with Diamonds โ inizio 1ยบ marzo 1967, Studio Due, versione nell’album, la take 8.
Penso che ormai tutti o quasi gli amanti del pop sappiano che le parole del titolo non stanno per LSD, come si vociferava nell’agosto del 1967 a dispetto di numerose smentite di John. Lo spunto gli venne quando il figlioletto Julian, all’epoca quattronne, torno a casa con un disegno. John gli chiese che cosa raffigurava, e Julian rispose che era una bambina della sua classe, di nome lusivirgola in cielo con dei diamanti.
La canzone quindi non รจ un riferimento diretto al LSD ma non possiamo escludere che le immagini della canzone non tressero origini dagli stupefacenti. ร ugualmente possibile che il legno non avesse attinto ai ricordi di Alice nel paese delle meraviglie per ricreare questo senso di stupore e di incertezza e di giocositร sempre rifacendosi al motivo della psychedelic rock.
Le immagini, verbali e visive, sono surreali ma immediate, nel senso che si possono raffigurare escogitando sciocche o improbabili giustapposizioni in grado di suscitare l’interesse di un bambino, come gli alberi di mandarino, licei di marmellata, le torte di marshmallow…
C’รจ una particolaritร che perรฒ colpisce l’attenzione ancora oggi degli ascoltatori di questa canzone. Riguardo alla ragazza con gli occhi caleidoscopio in attesa al cancelletto John disse in seguito che si trattava di Yoko Ono, anche se all’epoca non lo sapeva ancora. Per cui la canzone avrebbe voluto intitolarsi yoko in the sky with diamonds con le iniziali YSD, e nessuno avrebbe potuto ridire nulla.
Una particolaritร รจ che il manoscritto di pugno di Lennon viene corretto per l’ultima frase da McCartney con l’inizio di wednesday morning… Ovviamente lโinizio di she’s living home per capire quanto il progetto fosse conseguenziale e unico.
Getting Better โ inizio 9 marzo 1967, Studio Due, versione nell’album, la quindicesima versione.
Lennon trasforma una canzone ottimistica in una specie di confessione, ammettendo di essere stato meschino e crudele con la sua donna, di averla picchiata (cosa vera come Cynthia avrebbe rivelato in seguito), ma a cui ora stava cercando di migliorare. Per cui, in un certo senso, il brano si conclude comunque in un modo ottimistico.
Fun fact: durante la registrazione del pezzo Lennon si sentรฌ particolarmente male e George Martin faticรฒ a rivelare cosa avesse. Lennon aveva preso un quantitativo di LSD eccessivo e ne stava subendo gli effetti.
Fixing a Hole โ inizio 9 febbraio 1967, iniziata al Regent Sound Studio di Tottenham Court Road (Londra), completata nello Studio Due di Abbey Road, versione nell’album, la terza.
Le canzoni dei Beatles sono sempre state analizzate per cercarvi qualche illusione recondita alla droga ma in questo caso รจ accaduto l’opposto. C’รจ un allettante analogia tra il buco nel tetto e il buco nella mente:
McCartney cominciava a sentirsi oppresso dal rapporto con Jane e dal peso incipiente della questione legale e finanziaria dei Beatles. Traspare dalla canzone quindi un desiderio di libertร di nuove esperienze, di vita, di arte, e anche di droghe e stimolanti, senza starsi a preoccupare di tutti gli sciocchi che dicevano cosa dovesse non dovesse fare, nella consapevolezza di aver ragione anche se aveva torto.
She’s Leaving Home โ inizio 17 marzo 1967, Studio Due, versione nell’album, la nona.
She is living home tratta di una notizia letta sul Daily mail il 27 febbraio del 1967 di una ragazza, Melanie Coe, scappata di casa a 17 anni. Nell’articolo di giornale i genitori dicevano di non riuscire a capire un tale gesto: loro le avevano dato di tutto.
Fu quest’ultima frase a suscitare l’interesse di Lennon: lo scontro generazionale, incomprensioni tra i genitori e figli era un argomento che lo toccava profondamente.
La canzone quindi narra una storia cantata da Paul, con l’aiuto di John, immaginando la scena e la reazione dei genitori alla scoperta della fuga della figlia, si rivelรฒ piuttosto vicina alla realtร . La stessa Melanie ammise in seguito che non le avevano mai fatto mancare nulla, un’auto, un anello di diamanti, una pelliccia di visone… ma la vita della figlia unica le faceva mancare l’aria e decise di fuggire per un breve periodo.
Being for the Benefit of Mr. Kite! โ inizio 17 febbraio 1967, Studio Due, versione nell’album, la nona take (versione).
La canzone รจ scritta e cantata da John Lennon prese completamente ispirazione da un vecchissimo manifesto del circo datato 1843.
In questo manifesto si parlava di un celeberrimo mr Kite aiutato da mr Handerson che dovevano presentare lo spettacolo di questo nuovo circo arrivato a Liverpool.
La particolaritร รจ che tutto il testo รจ compreso in questo manifesto di circo. Per agevolare la musicalitร e lโintramezzo tra una strofa e l’altra, tra un verso e l’altro, Lennon decise di aggiungere qualche piccola esclamazione moderna per rendere piรน sinuoso e piรน leggibile l’intero brano.
Per esempio una delle aggiunte di Lennon รจ stata “what a scene!” letteralmente “che scena”.
In definitiva Lennon e McCartney intrecciarono abilmente la loro lingua intorno a quelle frasi, a quei nomi molto complicati, inanellando un bel po’ di rime.
Questa canzone potrebbe quasi essere considerata una anticipazione di Maxwell’s silver Hammer.
Within You Without You โ inizio 15 marzo 1967, Studio Due, versione nell’album la take 2
With a Little Help from My Friends โ inizio 29 marzo 1967, Studio Due, versione nell’album, la take 11.
Questo brano fu uno shock. Si sapeva che i Beatles, o quantomeno George, erano interessati alla musica indiana e suonavano qualche strumento strano come il sitar, ma non si aveva idea che Harrison si fosse addentrato completamente nella filosofia indiana.
Questa รจ un’affermazione potentissima della capacitร di scrittura di Harrison anche se all’epoca George stesso non se ne accorse. Il testo ondeggia fra il semplicistico e la discreta profonditร .
In parole povere, il messaggio รจ di amarsi l’un l’altro poichรฉ siamo un tutt’uno. All’epoca alcuni si fecero quattro risate ma, nella sua giovanile purezza, George stava cercando davvero di comprendere qualcosa della realtร universale. Harrison affermรฒ che “le parole sono sempre un problema per me chiuse le, non sono particolarmente poetico. Ma non la prendo seriamente. ร solo uno scherzo, uno scherzo fra amici. รจ bello se piace anche a qualcun altro”.
Nella sua biografia Harrison spiegava di aver scritto il brano dopo un esercizio di meditazione. Ha uno sguardo retrospettivo, la parte che gli piaceva di piรน era l’interlodio strumentale.
When I’m Sixty-Four โ inizio 6 dicembre 1966, Studio Due, versione contenuta nell’album, la take 4.
Questa รจ una delle prime composizioni di McCartney scritta sui tasti del vecchio pianoforte del padre. Stando ai suoi ricordi, doveva aver avuto non piรน di 16 anni quando la suonรฒ per la prima volta. Se davvero cosรฌ fosse, il brano denota una straordinaria maturitร per un ragazzo tanto giovane in grado di cogliere la sonoritร e il ritmo di un pezzo da music hall anni 20, benchรฉ suo padre suonasse proprio quel genere di musica.
All’atmosfera d’antan contribuiscono espressioni come indicate “precisely what you mean to say” o “I could be handy mending a fuse” oltre a battute e giochi di parole.
Brano interessantissimo data la giovane etร del talento e l’idea che, diventando vecchio e bisognoso, avesse bisogno di qualcuno che badasse a lui.
Lovely Rita โ inizio 23 febbraio 1967, Studio Due, versione nell’album, la take 11.
Una canzone scritta da McCartney che non sarebbe mai venuta in mente a John. A Lennon non sarebbe mai venuto in mente di scrivere una canzone su persone ordinarie e noiose come segretarie o vigilesse nell’esercizio delle proprie funzioni. Quando disse di non saper scrivere canzoni in terza persona, presumibilmente intendeva questo. La gente comune รจ ovviamente universale, con opinioni e problemi universali, come pensare se qualcuno avrร bisogno di loro quando saranno vecchi. La vita della canzone rappresentava invece un nuovo fenomeno della modernitร , e non poteva dirsi ancora universale.
McCartney rimase incuriosito quando venne a sapere che negli Stati Uniti le vigilesse venivano chiamate “Meter maids”, “ragazze parchimetro”.
I vigili erano giร molto odiati e sarebbe stato facile farne una satira contro l’autoritร . A tutti gli effetti la canzone nacque con questo intento, ma a McCartney piacevano le sfumature sexy della parola maid.
Immaginรฒ, dunque, qualcuno tiene invitasse fuori una nella speranza di portare via il cuore come con un carro attrezzi, cenare con lei e poi provare a farsela sul divano. Non che ci fosse una Rita particolare, ma Paul era stato multato varie volte da qualche vigilessa per divieto di sosta. Una vigilessa che gli aveva fatto una contravvenzione al St John’s Wood, vicino a casa sua, e a cui McCartney aveva chiesto il nome rivendicรฒ in seguito di essere stata lei a ispirare la canzone. Ma Paul non ne ha ricordo.
Good Morning Good Morning โ inizio 8 febbraio 1967, Studio Due, versione nell’album, la take 11.
Una canzone nata quando Lennon, a seguito di un’intervista, ammise di lavorare spesso con la televisione accesa in sottofondo.
Fu folgorato da una vecchia pubblicitร d’epoca che faceva “buongiorno, buongiorno”.
In un’intervista successiva a playboy, Lennon rincarava la dose definendo il brano una spazzatura, robaccia usa e getta. “รจ una specie di guazzabuglio di frasi ritrovate e di Clichรฉ, tra lo sgradevole e il cinico, riguarda la natura opprimente del comune vivere quotidiano”.
Salvo giungere: “ma va bene cosรฌ”.
A dire di McCartney, era la reazione di un John sfaccendato alla noia della sua vita e a un matrimonio ormai in via di smobilitazione. La sequenza di rumori al termine del brano comprende il chicchirichรฌ di un galletto, il cinguettare di uccelli, l’abbaiare di cani il muggito di una mucca, il corno di una caccia alla volpe, il ruggito di leoni, il nitrito di cavalli, il belato di pecore.
A quanto pare, erano disposti in un ordine deliberato: Lennon aveva voluto che ogni verso appartenesse un animale in grado di mangiare o di spaventare quello che รจ il precedeva. Non si puรฒ dire di averci fatto caso, nรฉ oggi nรฉ all’epoca. Ma come effetti sonori sono eccellenti.
A Day in the Life โ inizio 19 gennaio 1967, Studio Due, la versione contenuta nell’album รจ un mix tra le take 6 e 7.
Dopo la ripresa del numero iniziale di Sergent Pepper’s, in cui si avvisava il pubblico che la fine era ormai vicina, ecco la vera fine, probabilmente la fine รจ piรน cataclismatica, devastante, concitata, raccapricciante, violenta, sconvolgente, rimbombante e assoluta di tutta la musica pop.
Il prodotto รจ frutto di due abbozzi di canzoni del tutto scollegate tra loro al punto in cui toccรฒ a Martin il compito di unirle in qualche modo e di fornire un collante strumentale. La parte iniziale e quella finale del testo sono opera di Lennon, mentre McCartney cura la farcitura centrale del sandwich. Ancora una volta si tratta di Lennon che ciondola per casa, la legge ai giornali, butta giรน qualche appunto, strimpella il piano, e ferma la propria attenzione su tre storie diverse, due tratte da quotidiani e una della sua vita. La prima riguarda la morte del suo conoscente irlandese Tara Browne, figura del bel mondo londinese, rampollo della famiglia Guinness, dalla cui morte dava notizia il Daily Mail il 17 gennaio 1967.
Sullo stesso giornale c’era poi un trafiletto che parlava di 4000 buche a Blackburn nel Lancashire. E qui sorge la domanda spontanea: Chi le aveva contate?
Lennon si gingillรฒ a domandarsi quanto fossero grandi, quanto spazio avrebbero occupato, e se ne venne fuori con l’idea dell’Albert Hall.
La parte sulla sua vita รจ un riferimento al film cui aveva recentemente partecipato: “come ha vinto la guerra”. Dalle parole non รจ chiaro se la gente si volse dall’altra parte dopo averlo visto, traumatizzata dall’orrore dalla guerra, o se si stia parlando nuovamente lโincidente d’auto. L’abbozzo di canzone con cui McCartney si presentรฒ in studio era anche piรน piccolo: un ricordo ai tempi della scuola, negli anni cinquanta, in cui lo vediamo alzarsi dal letto, pettinarsi e rincorre l’autobus. Appena nove versi che non vanno da nessuna parte, privi di storia e di sviluppo, e ovviamente di qualsivoglia collegamento con il testo scritto da John.
La registrazione fu immortalata da sette cineprese portatili. Consapevoli di quanta cura e dedizione fosse stata dedicata alla creazione di “A day in the life”, si rendevano conto di presenziare a un evento epocale.
Che tale รจ rimasto.